Quest’intervista è dedicata al nostro Andrea Immacolato, che nonostante svariati compiti nella compagnia riesce comunque a concludere sempre tutto. Ha svolto diversi ruoli dalla sua entrata nel “La Compagnia dei Tragicanti” e senza dubbio il suo parere su varie questioni risulterà interessante ai più per la sua esperienza polivalente. Ringraziando per la sua pazienza ora mi appresto a dedicargli un’intervista con alcune domande precise.
1) Che sensazioni ricordi di aver provato quando recitavi?
Proprio una domanda facile facile, non posso certo rispondere con una parola… Vediamo… L’ampia domanda mi porta a pensare a quando da bambino recitavo con la scuola e salire sul palco era quasi un compito scolastico imposto, comunque piacevole, più che un piacere personale. Allora c’era la paura di fare una figuraccia davanti a genitori e insegnanti,c’era la voglia di fare bella figura per far vedere che si sapevano portare a termine anche questi “compiti”. Più avanti il Teatro è diventata passione, voglia di comunicare un messaggio, un’ emozione, di interagire con il pubblico,di mettersi in gioco, perché non c’è, quasi, niente che non si possa fare sul palcoscenico. Le sensazioni sono molteplici, c’è la voglia di farsi valere, del riscatto dell’amatore sul professionista, di dimostrare quanto si vale, quanto si riesce in quegli istanti a trasformarsi, corpo e mente,cambiando parlata, modo di camminare,di vestire, di comportarsi, uscendo dal proprio corpo per vestire i panni del personaggio. Dirò qualcosa che a molti potrà anche sembrare strano, ma per quanto mi riguarda non c’è paura,paura di sbagliare, paura di perdere,perchè ho già vinto se sono in scena su quel palco,se dal mio piccolo ,con le mie capacità sono arrivato fin lì dove moltissimi hanno anche solo paura di avvicinarsi io ho già vinto,e quando entro in scena ne sono padrone, e vorrei che quel momento non finisse mai, quando hai tutti gli occhi puntati addosso, quando il pubblico segue ogni tuo gesto, sente ogni tua parola con attenzione, risponde colpo su colpo alle battute, a volte anche involontarie,che fai,sono quei momenti e quelle sensazioni che ti ripagano di tutte le fatiche svolte.
2) Cosa hai principalmente appreso svolgendo il ruolo di regista degli junior?
Ho appreso che è un lavoraccio, nel senso buono, ma che ti da un sacco di soddisfazioni. E’ molto dura gestire un gruppo di ragazzi così numeroso e in quella fascia di età, ognuno con i suoi pensieri, ognuno con i suoi problemi,ognuno con le sue ambizioni, e noi registi dobbiamo cercare di fare un “lavoro a tutto campo”, perchè facciamo teatro,è vero, ma non solo teatro, dobbiamo ascoltarli quando hanno voglia di parlare di loro, cercare di capirli, e insieme comunque portarli tutti a lavorare sullo spettacolo. E poi c’è tutta la parte “tecnica” dalla scelta del copione adatto,con mille valutazioni da fare, i costumi, la scenografia, occuparci della pubblicità, è un lavoro duro ma bello,perchè ,almeno per quanto mi riguarda, mi riempie di soddisfazione, sicuramente non faranno tutti gli attori, sicuramente non staremo simpatici a tutti, e non tutti si ricorderanno questi anni, ma sono sicuro che molti di loro quando penseranno a questo periodo della loro vita si ricorderanno del lavoro che abbiamo fatto, si ricorderanno di me, di Federico, de “La Compagnia dei Tragicanti”, dei bei momenti trascorsi tutti insieme, delle emozioni uniche che il teatro sa dare, ditemi voi se questa non è una buona motivazione per fare quello che facciamo!
3) Che ruolo hai svolto nei panni dell’aiuto regista?
Ti dirò che mi piacciono come panni, soprattutto se accompagnati da qualche comparsata fuori programma in qualche spettacolo. Sono panni comodi,ma che richiedono molto lavoro, perchè oltre al presenziare alle prove e occuparsi della scena, ci sono tanti lavori e problematiche da risolvere, cose di cui occuparsi, che mi impegnano parecchio, oltre che fisicamente anche mentalmente,perchè mi ritrovo a pensare molto spesso alla “Compagnia”, a come migliorarla, a come evolverci; forse è questa la differenza più grande, forse un attore pensa alla sua parte, a come migliorarla,e come contribuire alla buona riuscita di uno spettacolo, io invece oltre questi pensieri, ne ho che riguardano il gruppo, l’Associazione, l’organizzazione degli spettacoli, in pratica tutto quello che sta dietro, è mi piace. Sono ruoli diversi ma complementari, e assolutamente indispensabili per la compagnia, e io sono fiero di ricoprire questo ruolo, a voi dare un giudizio sul come lo ricopro (non siate cattivi).
4) Che cambiamenti hai notato negli anni nella compagnia?
Questo è il 4° anno che sono ne “La Compagnia dei Tragicanti” e devo confessarti che di cambiamenti ne ho visti moltissimi, il primo fra tutti è che siamo cresciuti, in tutti i sensi, da un solo gruppo l’ho visto raddoppiare con l’apertura della sezione junior, e ora addirittura triplicare,con gli accordi con l’associazione Valdora 2006, dal piccolo gruppo di ragazzi di qualche anno fa, ora siamo una realtà che offre la possibilità di fare teatro da 5 anni a 99, mi sembra un buon traguardo. Abbiamo imparato a non fermarci, a pensare sempre più in grande,a metterci in gioco, a raccogliere sfide sempre più ardue: avrà luogo quest’anno la seconda edizione della “Rassegna Teatro Valtorrese”. Abbiamo costituito una Associazione Teatrale riconosciuta a livello nazionale e affiliata al TAI. E forse cosa più importante siamo cresciuti noi, vogliamo impegnarci per raggiungere obiettivi sempre più grandi,è cambiata la mentalità, l’impegno profuso,chi c’è è davvero consapevole di quello che facciamo, ed è disposto a mettersi in gioco, a impegnarsi a fondo durante le prove, negli spettacoli ma anche nelle numerose attività extra-teatrali.
5) Che obiettivi ci sono in futuro in base alle aspettative attuali?
Gli obiettivi sono di fare una grande tournée, di fare bene tutti gli spettacoli,sia dei senior che degli junior, di far sì che la rassegna, da noi organizzata, abbia un successo ancora più grande di quella dell’anno scorso, e di riuscire ad aiutare chi ne ha davvero bisogno con le raccolte fondi dei nostri spettacoli, perchè alla fine è questo che ci spinge,aiutare il prossimo e fare del bene!
Lo ringrazio per la sua pazienza e attendo i pareri dei compagni del blog.
B.A.D.
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Tags: aiutoregista, scrittura parti, viceregista

8 February, 2010 alle 12:54
Colgo l’occasione per ringraziare Jimmy per l’ottimo lavoro che sta svolgendo e l’ottimo aiuto che sta dando a me in prima persona.
Alla fine del primo anno, per chi non lo sa, avemmo qualche diverbio, molto rispettoso e molto costruttivo, dovevamo capire uno l’altro e trovare il giusto punto di incontro per proseguire insime questa avventura. Io volevo che lui proseguisse con noi ma per qualcosa di duraturo e solido come mia abitudine fare con le evoluzioni della compagnia…lui non capiva perchè ponevo dell’ostruzionismo a delle sue idee …ma capì che era per il bene della compagnia e si allineò diventando molto utile alla causa!
Per questo lo ringrazio e ricordo a tutti (non per rimprovero ma perchè è un Varore che ci accomuna e deve continuare a farlo) che prima di tutto c’è il bene della compagnia!
Davide
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11 February, 2010 alle 05:24
però, ho fatto tre interviste in una, notevole
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